
Dissipatore di calore modulante – Serie RHB-22
Il Remodulating Buffer Heatsink RHB-22 è un dissipatore di calore di nuova generazione, progettato dai laboratori di Corellian Systems Advanced Engineering per applicazioni ad alta intensità energetica. Questo modulo non solo gestisce il flusso termico generato da unità di potenza e circuiti subspaziali, ma ricalibra in tempo reale il profilo di dissipazione, permettendo un funzionamento stabile anche in presenza di sbalzi di potenza dovuti a manovre iperspaziali o scariche ioniche.
Caratteristiche Tecniche
Capacità Termica Attiva: fino a 1.8 MW/s di dissipazione continua.
Tecnologia di Rimodulazione: algoritmi di bufferizzazione quantistica regolano la distribuzione del calore tra le alette di dissipazione e i canali conduttivi interni.
Materiali:
Lega di duralite argentata con microcanali interni al plasma.
Rivestimento esterno in ceramite isolante per protezione anti-ionica.
Interfaccia Modulare: compatibile con socket standard della flotta ribelle e adattatori di bordo classe Imperial-X.
Indicatori Integrati: diodo a emissione blu per segnalare stato di rimodulazione attivo.
Modalità di Funzionamento
Stabilizzazione Termica: assorbe picchi di calore generati da armi a energia diretta (es. cannoni laser navali).
Rimodulazione Dinamica: ridistribuisce il carico termico sui conduttori secondari, prevenendo surriscaldamenti localizzati.
Integrazione con Sistemi di Potenza: sincronizzazione diretta con accumulatori ionici e generatori subspaziali.
Applicazioni Tipiche
Sistemi di propulsione stellari in condizioni di stress gravitazionale.
Circuiti di alimentazione primaria di cannoni a ioni e torrette turbolaser.
Moduli di comunicazione iperonde a lungo raggio, soggetti a flussi energetici intermittenti.
Droidi da combattimento e astromeccanici, per mantenere cicli di calcolo stabili durante overload tattici.
Note Operative
In ambienti ad alta interferenza ionica (es. nebulose o durante tempeste solari), l’RHB-22 deve essere calibrato ogni 72 ore standard.
L’accumulo di microdetriti nei condotti può ridurre l’efficienza del 9–12%. Si raccomanda la pulizia mediante impulso vibrosonico.
Non è consigliato l’uso senza schermature aggiuntive in prossimità di reattori ipermateria, a causa della saturazione dei buffer quantistici.





